Pur riprendendo le innovazioni stilistiche della 1500 C, la 2800 fu l'ultimo modello sostanzialmente nuovo uscito dalle fabbriche Fiat prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Si racconta che la sua progettazione venne proposta ai vertici Fiat da Benito Mussolini, che voleva un'ammiraglia da contrapporre alle Mercedes-Benz dell'epoca.
Sei vetture furono costruite in versione torpedo a sei-sette posti dagli stabilimenti Farina; entrarono a fare parte del garage di Casa Reale al Palazzo del Quirinale, divenendo le auto di rappresentanza in uso alla famiglia Reale e, nel dopoguerra, dei primi Presidenti della Repubblica. La stessa carrozzeria costruì anche un settimo esemplare, una torpedo speciale militare, ad uso personale del Re Vittorio Emanuele III in quanto Comandante in capo delle Forze armate.
Stilisticamente anticipava nella linea del cofano e nel muso allungato la linea della nuova 1100 che sarebbe uscita l'anno successivo. La meccanica era invece quella standard Fiat del momento completata da un motore da 2852cm³ in grado di sviluppare una potenza di circa 85 CV (circa 62,5 kW). Un motore di così grande cilindrata non sarà più nei listini Fiat per molti anni, sino alla presentazione della Fiat 130. Le berline di serie, a cinque posti più due sugli strapuntini pieghevoli, erano dotate di divisorio interno, tendine ai vetri laterali e posteriori, interfono e sellate davanti in pelle e dietro in panno di lana.
Sul telaio della 2800 vennero anche costruiti modelli fuoriserie ad opera dei più importanti carrozzieri come Ghia,
Pininfarina e Viotti. Uno degli esemplari fuoriserie più noti è lo spider disegnato da Mario Revelli di Beaumont per Clara Fürstemberg Agnelli, carrozzato da Pininfarina nel 1938.
Nel 1939 viene introdotta la Fiat 2800 CMC, ovvero Corta Militare Coloniale, impiegata dai comandi del Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale. Essa differisce dal modello civile per le dimensioni più compatte, per la carrozzeria più spartana, oltre che per la meccanica adeguatamente preparata per l'uso tattico e per gli pneumatici maggiorati da 4×18. Di questa versione ne furono commissionati 210 esemplari, ma non tutti furono completati entro il 1943.
^La terza auto, «un’Alfa Romeo, trasportava il principe Umberto, un generale e due ufficiali di ordinanza; poi una quarta auto col cameriere del re, Pierino, la cameriera della regina, Rosa, e un po’ di bagaglio; poi una quinta e ultima auto, una Fiat 1500, col generale Puntoni, capo della Reale Casa militare, e due attendenti»: Sergio Lepri, 1943. Cronache di un anno.